Ilaria Angelone sul libro Cross the gap su Hystrio n.4 2021

Buone pratiche di un teatro sociale d’arte Maria Chiara Provenzano Cross the Gap. Attraversamenti nei teatri del possibile con Factory Compagnia Transadriatica Imola (Bo), Cue Press, 2020, pagg. 256, euro 24,99 Avamposto proteso naturalmente verso la Grecia, porta orientale d’Europa, Factory Compagnia Transadriatica porta già nel proprio nome un impegno: costruire ponti attraverso il mare. L’attraversamento come moto verso l’altro è una delle cifre distintive dell’azione del gruppo che, accanto agli spettacoli, apre spazi d’incontro come festival (Kids, insieme a Principio Attivo, e Teatri della Cupa) e intesse relazioni per progetti internazionali. Cross the Gap è un pro- getto di inclusione nel e attraverso il teatro, nato nell’ambito del programma europeo Interreg V-A Grecia-Italia 2014-2020 con l’obiettivo di abbattere le barriere sociali e architettoniche e rendere la cultura accessibile. Altri attraversamenti da costruire, dunque, quelli fra le diverse abilità. Il volume raccoglie gli atti del convegno Buone pratiche nel teatro e disabilità, organizzato da Factory nel gennaio 2020. Artisti (Antonio Viganò, Enzo Toma, Damiano Scarpa, Simone Guerro, Robert McNeer, Detlef Köhler, Martina Kolbinger-Reiner, Vincenzo Deluci), operatori culturali attivi nel teatro sociale, critici e studiosi (Vito Minoia, Andrea Porcheddu), si sono interrogati su questioni cruciali: quale ruolo ha il teatro nella rappresentazione sociale dell’infanzia e dell’alteritaà? Cosa lega i due ambiti? Quali sono le buone prassi per chi lavora nell’ambito del disagio e dell’infanzia per interagire sui temi dell’inclusione, della valoriz- zazione delle diverse abilità di ciascuno? Il volume prosegue il cammino raccogliendo i materiali creativi dello spettacolo Hubu re, realizzato da Factory nel contesto di Cross the Gap con attori italiani e greci con diverse abilità, esito di una prassi possibi- le di quello che Andrea Porcheddu ha invitato a definire “teatro sociale d’arte”. Conclude il libro un racconto di Diario di un brutto anatroccolo, lavoro di Tonio De Nitto che parte dalla fiaba di Andersen per farne un “racconto di formazione”. Ilaria Angelone




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