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Smile visto da Vincenzo Sardelli su klpteatro.it

  • Factory compagnia
  • 1 day ago
  • 1 min read

“Smile” di Factory Compagnia Transadriatica (regia di Tonio De Nitto) è uno spettacolo che sceglie il pudore. Al centro una scenografia mobile, una casa-girandola che ruota e si apre come un piccolo caravanserraglio domestico, specchio di una vita talmente ordinaria da apparire quasi insignificante.


Dentro abita un omino solo (Luca Pastore), prigioniero di una routine ripetitiva. Una quotidianità normale, appena fatata, che lentamente lascia intravedere uno squarcio. La guerra è lontana eppure vicinissima: non nominata, ma percepibile come un lampo, una finestra che sbatte, filtrata da linguaggi altri. C’è un amore spezzato, uno scenario algido, spogliato di colori. I colori dell’amore sopravvivono solo nell’anima, nei ricordi, nelle ferite, in lacerazioni che non si possono ricucire.


La neve cade ambivalente: copre e rivela, congela e protegge. Come la canzone “Smile” di Charlie Chaplin, che invita a sorridere mentre il dolore resta. Forse c’è un po’ di zucchero. Ma c’è anche molta bellezza. Benedetta Pati, in perfetta sordina, è al servizio dello spettacolo, di questo fragile mondo umano che continua a resistere.



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