Il fantasma di Canterville visto da Mario Bianchi su eolo-ragazzi.it

Prima o poi, saltabeccando tra letteratura e teatro, è facilissimo incontrare “Il fantasma di Canterville” il gustosissimo racconto umoristico scritto da Oscar Wilde nel 1887, vera e propria divertente parodia delle storie di fantasmi, ma non solo, anche metafora un po' impudente della differente civiltà di due mondi che parlano apparentemente la stessa lingua.

Al centro della trama vi sono le vicende della famiglia americana degli Otis, classica rappresentante della benestante nuova borghesia americana, che decide di acquistare un castello in Inghilterra, un castello, scopriranno increduli, abitato da un fantasma, quello di Sir Simon di Canterville, costretto a vagare nelle stanze del maniero per tutta l’eternità per aver ucciso la moglie.

Nello stile ironico e sarcastico di Wilde, scopriremo subito che a fare le spese di questo incontro, non saranno i numerosi componenti della famiglia americana, ma il povero fantasma, vessato da tutti, a cominciare dai due gemelli della famiglia Otis, Stars and Stripes, che gli combinano ogni serie di dispetti e da Washington, il loro fratello maggiore, fissato con il dover pulire assolutamente con un incredibile pulitore la macchia di sangue della moglie di Sir Simon, che dal Cinquecento resta sul tappeto della casa.

L'unica ad averne pietà del malcapitato fantasma è la giovane Virginia, che stringe con lui un rapporto di affetto e, piangendo e pregando per lui, ne spezza l'incantesimo che lo costringeva a vagare da secoli nel castello. La ragazza così, alla fine conduce i familiari dove si trova il cadavere di Sir Simon, che viene poi seppellito regolarmente con una bellissima cerimonia.

Virginia non è più piccola, ma è una vera e propria donna, torna con suo marito a pregare sulla tomba di Sir Simon. Una storia come si vede divertente che capovolge gli stilemi dei racconto gotico ma che vede sbeffeggiati gli inglesi con i loro riti sempre uguali, soppiantati dagli americani, proiettati nel futuro, fedeli al progresso,al denaro e alla scienza. Nello spettacolo di Factory la storia che abbiamo raccontato la viviamo attraverso tutte le emozioni che attraversano Virginia nel suo viaggio di crescita che la faranno diventare la migliore amica del fantasma, dalla curiosità, per un luogo così poco abituale per lei, come il castello alla paura per le improvvise apparizioni che vi si celano, sino alla consapevolezza di ciò che realmente vi accade. Un viaggio dunque di conoscenza e di maturazione.

Lo spettacolo di Factory Compagnia Transadriatica, pur reggendosi sulla bellissima prova di attrice di Angela De Gaetano che tratteggia tutto con gustosissima ironia, utilizzando tutte le possibili movenze possibili del suo corpo e sul suo testo che in modospumeggiante segue fedelmente la trama di Wilde, si propone in modo perfetto anche attraverso il netto connubio con tutti gli altri elementi della Scena, dalla perfetta regia di Tonio De Nitto alle musiche originali di Paolo Coletta che, anche attraverso rumori ed effetti sonori, seguono emotivamente tutte le vicende raccontate, alle Scene di Porziana Catalano che in modo raffinato e non invasivo con pochissimi elementi ci trasportano direttamente nel castello di Canterville .

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