Il fantasma di Canterville visto da Ilena Ambrosio su Pac - paneacquaculture.net



...Una cura che ritroviamo in ogni dettaglio de Il Fantasma di Canterville di e con Angela De Gaetano diretta da Tonio De Nitto. Avevamo avuto modo di assistere al nucleo originario di questo riadattamento del racconto di Oscar Wilde in occasione di un Kids Festival durante il quale l’interprete lo raccontava – circa venti minuti di narrazione a tu per tu con un gruppo ristretto di pubblico – nelle carrozze d’epoca del Museo Ferroviario di Lecce.

Nella suggestiva scena dal sapore un po’ gotico realizzata da Porziana Catalano, Angela De Gaetano conferma le sue capacità di performer della narrazione. Si parlava di una poetica del gesto: la De Gaetano la sposa con estrema precisione e accuratezza. Presta il corpo – ampio e rigido gonnellone nero, due chignon e trucco dark – all’interpretazione di tutti i personaggi del racconto “light horror” di Wilde conferendo a ciascuno un proprio definito profilo, fisico ma anche caratteriale: quella postura, quel tic, quel sopracciglio alzato, quella camminata che lo rendono davvero visibile davanti ai nostri occhi. Non solo: con padronanza tecnica del gesto mostra allo sguardo il gatto che si rannicchia sulla spalla della protagonista, la macchia di sangue sul tappeto, gli oggetti di valore che cadono in pezzi. Tutto è raccontato dal movimento, dalla mimica facciale, da un utilizzo dello spazio scenico calibrato ed eloquente.


A questo si affianca la parola che procede continua, mantenendo intatta la natura originaria di questo lavoro. Anche la voce, così, è strumento camaleontico che descrive i fatti, gli oggetti, delinea caratteri, esprime sentimenti. Il tutto in una godibile sintesi tra suspence, ilarità, arguta ironia e un accenno di nostalgia. Gioverebbe, forse, una maggiore asciuttezza, anche al fine di non disperdere – lungo cinquanta minuti abbondanti – l’energia interpretativa della performer, la quale comunque, sostiene bene il lavoro.

Peter Pan e Il fantasma di Canterville sono solo due dei lavori cui abbiamo potuto assistere in occasione della tre giorni di festeggiamenti per il decimo anno di Factory, tenutesi a Novoli a inizio ottobre. Una festa della Compagnia, certo, ma anche di ogni singolo/a artista, organizzatore e organizzatrice, operatore e operatrice che con lei lavora o ha collaborato; una festa per gli amici, per i critici, per chi ha voluto offrire il proprio sguardo sul lavoro della Compagnia contribuendo al libro Factory. Ritratto umano di una Compagnia (a cura di Alessandro Toppi e Michele Di donato, ed. Cue Press), presentato in quei giorni. Ancora, una festa della e per la comunità, viva e affiatata, che negli anni le si è creata attorno nutrendosi del suo lavoro. Una festa del teatro, di quello fatto con convincimento e ostinazione. Quello che fa vedere cose belle.




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