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su Hystrio n.3 2026: La Puglia che incanta i ragazzi, quando il teatro coltiva il futuro

  • Aug 1
  • 2 min read

Fiabe civili, avventure, teatro di figura e rivoluzioni gentili: viaggio tra le compagnie che, con ostinazione e poesia, hanno trasformato il teatro ragazzi pugliese in un laboratorio vivo della scena contemporanea.

di Vincenzo Sardelli


C’è una Puglia teatrale che non scorciatoie. Una Puglia che attraversa scuole, piccoli teatri, festival di provincia e laboratori permanenti, la-

vorando sull’infanzia e sull’adolescenza come si coltiva un giardino: con ostinazione e poesia. È il teatro ragazzi pugliese, tra i più fertili

d’Italia, capace di parlare ai bambini senza infantilizzarli e agli adolescenti senza moralismi.

Un teatro che educa senza impartire lezioni, e affronta il reale senza perdere l’incanto. Trasformando la fragilità in linguaggio.


L’industria della parola poetica


Tra le esperienze più rilevanti c’è Factory Compagnia Transadriatica, nata tra Lecce e Novoli sotto la guida di Tonio De Nitto. Da anni Factory lavora sul rapporto tra teatro e disabilità con una delicatezza lontana da retorica e pietismo. Il punto non è “includere” qualcuno dentro una forma già stabilita, ma cambiare il modo stesso di guardare la scena. La disabilità diventa grammatica poetica.

È accaduto con (H)amleto, esperienza teatrale folgorante nata anche dalla scrittura di Fabrizio Tana, autore con sindrome di Down, in cui Shakespeare si frantuma e si ricompone in una partitura emotiva fatta di esitazioni e scarti, con improvvise folgorazioni. È accaduto con Diario di un brutto anatroccolo, spettacolo simbolo della compagnia, capace di trasformare la diversità in un viaggio struggente verso il riconoscimento di sé. Anche Peter Pan trasforma l’Isola che non c’è in luogo delle fragilità e delle possibilità, abitato da corpi che sfidano lo sguardo del mondo ordinario.

Factory lavora dentro il limite fino a spalancarlo. Ogni fragilità si trasforma in paesaggio. Non a caso la compagnia sostiene anche progetti sociali come Alimenta Bistrot, esperienza virtuosa che intreccia lavoro, inclusione e dignità. E poi c’è il recente I racconti del merlo, visto nella rassegna “Diversi” nello spazio per l’infanzia BlaBlaBla di Trepuzzi: uno spettacolo lieve e malinconico che conferma la capacità di Factory di creare mondi

accessibili e profondi, attraversati da un’umanità vulnerabile e luminosa.


...

Ed è proprio questa la grande lezione delle compagnie pugliesi: aver compreso che parlare ai bambini significa parlare al mondo intero. Senza abbassare il linguaggio, senza tradire complessità e bellezza. In un tempo che consuma tutto velocemente, questi artisti continuano invece a seminare. Entrano nelle scuole, nei piccoli comuni, nelle periferie.

Montano luci nelle palestre, recitano davanti ad adolescenti distratti, affrontano bilanci fragili e tournée infinite. E ogni volta ricominciano. Come chi sa che il teatro, prima ancora di essere spettacolo, è un gesto di fiducia. Nei bambini. Nei fragili. Negli ultimi. Nel futuro.


 
 
 

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