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lezione aperta di Robert Mcneer TRAINING SESSION

January 10, 2020

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Bel sogno giovanile finito male. Ah, gli adulti. Eterna storia d’amore, in un sapiente mix di acrobazie e musica pop

 

La storia d’amore più famosa del mondo e la più rappresentata, la scena del balcone, il monologo “Romeo, oh Romeo”, l’intreccio di amore e morte… di Romei e Giuliette se ne sono visti a centinaia, a teatro, al cinema, in balletto e in musical, a fumetti, fiction televisive, persino nei videogiochi ed è una bella sfida presentarne un’ennesima versione.
Questa in scena al Teatro Menotti, con la regia di Tonio De Nitto su un adattamento e traduzione di Francesco Niccolini, è una bella e fresca sorpresa, con un sapiente mix tra rispetto e fedeltà all’originale e ventate di libera interpretazione – gli abiti dei protagonisti, certi dialoghi semplici e diretti, una scenografia colorata e luccicante a metà tra il Luna Park e una festa del Santo Patrono, canzoni pop e rock che sottolineano i momenti-clou – che rendono più che godibile l’eterno tema dell’amore. E non solo, ma anche quello della colpa, delle incomprensioni, di un padre che dà della puttana alla figlia, delle morti per sbaglio di cinque amici innocenti.
«Romeo e Giulietta è un gruppo di famiglia sbiadito e accartocciato dal tempo, una foto che ritrova vigore e carne per poi consumarsi e scolorirsi di nuovo. Sono gli adolescenti di una comitiva che si cancella per sempre nel tempo di un paio di giorni, le morti innocenti, i desideri irrealizzati e la capacità di sognare che non può esserci tolta», ha spiegato il regista.
Sul palcoscenico, tra luminarie e una scala su ruote che diventa il famoso balcone, i sette giovani attori si impegnano in vere acrobazie e salti mortali cimentandosi in ruoli doppi, a volte diametralmente opposti, e dando vita e voce ai personaggi shakespeariani rispettando fedelmente il testo: addirittura in versi, proprio come nella stesura originale di William Shakespeare. (Ma allora, perché non c’è l’attesissimo “E così con un bacio io muoio?”)
Uno spettacolo di un’ora e quaranta senza intervallo che scorre senza intoppi e acquista pathos e intensità soprattutto nella seconda parte, con un paio di scene e momenti – la balia che culla Giulietta credendola morta, la scena nella cripta – di grande impatto emotivo.
Un applauso raddoppiato e speciale va a tutta la compagnia che ha affrontato, la sera della prima, uno spiacevole incidente di percorso: per un improvviso black-out sono venute a mancare le luci sul palco e tutta la scenografia a luminarie. Così, dopo una breve interruzione, lo spettacolo è continuato in “bianco e nero” senza però perdere d’intensità. E il pubblico ha gradito, con applausi calorosi e commenti positivi.

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