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CORRI, DAFNE! visto da Rossella Marchi per eolo-ragazzi.it



Si affaccia felicemente al mondo della narrazione Ilaria Carlucci, talentuosa autrice ed interprete dello spettacolo “Corri, Dafne” tratto dalle Metamorfosi di Ovidio e prodotto da Factory Compagnia Transadriatica e Tessuto Corporeo. In scena soltanto lei, aggraziata ninfa e narratrice di uno dei più conosciuti miti greci, che ripercorre la storia di Dafne in modo incredibilmente fedele ma essendo in grado allo stesso tempo di connotarne l’attualità restituendone un taglio drammaticamente moderno. La storia la conosciamo: Dafne, piccola e bellissima ninfa entusiasta della vita e curiosa del mondo, passa le giornate ad esplorare senza paura alcuna tutto ciò che la circonda noncurante della sua bellezza e della sua splendida ingenuità. Nell’Olimpo intanto Cupido, l’eterno bambino, adirato per un dire beffardo di Apollo, decide di colpire quest’ultimo con una delle sue frecce che lo farà innamorare perdutamente della prima ninfa incontrata che, aimè, sarà proprio Dafne la quale, a sua volta, sarà colpita da una freccia di segno opposto: mai e poi mai potrà amare il più bello di tutti gli dei. Apollo vuole sposare Dafne. Ad ogni costo. Assistiamo così, impotenti, alla vestizione da sposa di Dafne che, dopo essere stata riportata alla “ragione” sulla convenienza di quell’unione dalle sorelle, si accinge a raggiungere Apollo per unirsi a lui in matrimonio. Ma una volta vicino a quel dio non amato si volta e fugge correndo nel bosco inseguita da Apollo. Sarà impossibile per lei trovare riparo da lui ed esausta, dopo tre giorni e tre notti di fuga, invoca Gea, affinché la salvi. Madre Terra ascolterà il suo grido e, frenando la sua corsa, la trasformerà lentamente in albero. Apollo, una volta giunto davanti a Dafne ormai trasformata, le si stringerà intorno facendo esperienza per la prima volta del dolore umano. Molta parte degli snodi cruciali della vita delle donne si possono ritrovare nel taglio scelto dalla narrattrice che usa con grande abilità e sapienza corpo e voce per portarci questo racconto. In tre quarti d’ora si dipana di fronte a noi l’attualissimo tema della violenza sulle donne e non soltanto di quella dell’uomo sulla donna ma anche e soprattutto della costrizione delle convenzioni sociali: ciò che è opportuno e ciò che non è opportuno fare, come ci si deve comportare e cos’è conveniente fare. Scorrono anni di battaglie delle donne su quel palco, scorrono in ogni piega del corpo di Ilaria, in ogni innervatura della sua schiena che si fa corteccia. Crediamo ci fosse bisogno di questo spettacolo, di una luce così chiaramente diretta nel profondo di questa lettura. Ognuno potrà leggere quello che vorrà: basterà decidere a quale strato fermare la propria visione.

ROSSELLA MARCHI

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