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Diario di un brutto anatroccolo visto da Ilena Ambrosio su Pac

January 24, 2020

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XVI Edizione della Primavera dei Teatri. Nuovi linguaggi della Scena contemporanea.

Una bambinetta con vestitino rosa a pois e fiocco blu se ne sta seduta su una sedia con una banana già sbucciata in mano senza che le sue gambette con calzini bianchi e scarpette rosse riescano a toccare terra. È come se volesse offrirla ad un grosso orango che non l'afferra e che se ne sta seduto accanto su due sedie con occhi inorriditi, quasi a volerle dire che lui di quelle banane ne ha mangiate tante in vita sua. È il manifesto di John Lund e Stephanie Roeser che vogliono sintetizzare, forse, il nuovo che avanza con la bimba e il vecchio che è alle spalle con l'orango, e dare un senso a questa XVI Edizione del Festival Primavera dei Teatri resa possibile ancora una volta grazie al lavoro organizzativo di Saverio La Ruina, Settimio Pisano, Dario De Luca: una triade compatta e affiatata che ha messo insieme dal 29 maggio al 2 giugno un programma con tredici spettacoli rivolti ai nuovi linguaggi teatrali, andati in scena tutti nel Protoconvento francescano di Castrovillari.


La kermesse è stata inaugurata con La bisbetica domata di Shakespeare, manipolata dal regista Tonino De Nitto come una farsa di Feydeau, per il modo come i personaggi che appaiono grotteschi nei loro costumi (quelli di Lapi Lou) e nelle loro acconciature, aprivano e chiudevano le porte, ma soprattutto le finestre, di quelle tre sagome di casette fiabesche con rotelle, architettate da Roberta Dori Puddu, a guisa che potevano scorrere sulla scena scomponendosi e ricomponendosi, sfoderando i protagonisti un linguaggio, nella traduzione e adattamento di Francesco Niccolini, molto vicino alla nostra contemporaneità. Tra intrighi, imbrogli e travestimenti il lavoro si concluderà come piacerà al pubblico, anche se potrà indispettire alcune sfegatate femministe sulla repentina capitolazione della bisbetica Caterina (Angela De Gaetano) che come una pera cadrà tra le braccia di Petruccio (Ippolito Chiarello) determinato oltremodo a farla sua. Accanto ai due suscitava ilarità Antonio Guadalupi en travesti che impersonava Bianca, e poi Dario Cadei, Franco Ferrante, Filippo Paolasini, Luca Pastore e Fabio Tinella.

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