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“Cenerentola” vista da Chiara Cataldo

January 25, 2014

 

Lo scorso 3 Gennaio al Teatro Paisiello, gioiello architettonico nel cuore di Lecce, in occasione di “Storie e Storielle”, la piccola rassegna natalizia ospite del cartellone “Magie di una festa”, ho assistito alla centesima replica della Cenerentola firmata dal regista salentino Tonio de Nitto. Dopo i grandi successi ottenuti mettendo in scena i classici shakespeariani “Sogno di una notte di mezza estate” e “Romeo e Giulietta”, De Nitto ritorna nei teatri di tutta Italia con questo spettacolo coinvolgente nella sua straordinaria essenzialità scenografica, un meccanismo pensato per funzionare alla perfezione e frutto dell’incontro tra la compagnia teatrale Factory Transadriatica, la compagnia di danza Elektra eTir Danza. Oltre ad essere stato selezionato tra i 78 progetti presentati al Premio nazionale "My Dream" di Torino, quest’opera continua ad essere messa in scena dopo i consensi raccolti anche all'estero, con il trionfo a Edimburgo, dove lo spettacolo è stato presentato nella Yurtakids allestita per il Fringe Festival. Il cast, tutto salentino, è costituito da 5 attori affiatati e competenti : Chiara De Pascalis, Antonio Miccoli, Francesca Nuzzo, Serena Rollo e Fabio Tinella. Questa rilettura della fiaba, resa celebre da Charles Perrault , dai fratelli Grimm e da Walt Disney negli anni ’50, ripropone la storia della triste orfanella costretta a subire i soprusi delle temibili sorellastre e della spietata matrigna, mescolando con ironia il linguaggio della danza e del teatro di immagine. E’ proprio il linguaggio ad essere personaggio “silente” della storia, i pochi dialoghi infatti sono in unalingua inventata, una inaspettata combinazione di Inglese, Francese, Napoletano e Leccese, dialoghi ai limiti dell’assurdo che strappano i sorrisi anche dei più dubbiosi in platea. Un linguaggio della parola schiacciato dalla comunicabilità efficace, senza voce e destrutturante del corpo e del gesto, una lingua universale in grado di essere interpretata facilmente anche da un pubblico straniero. Altro protagonista muto e onnipresente dell’esibizione è un grande armadio bianco posto al centro del palco, che di volta in volta cambia colore a seconda della luce che gli viene proiettata. Questo infatti si trasforma importa d’entrata e d’uscita, porta di casa e del regno che dona abiti da ballo e le cui ante riproducono finanche i letti di Anastasia e Genoveffa. Il minimalismo di un guardaroba coincide con la scena, il regista  ha ancora una volta puntato a un impatto visivo privo di intarsi.

 

Ho trovato geniale la scelta delle melodie, che hanno trascinato in un vortice di allegria persino i 50enni che battevano le mani e i piedi a ritmo di musica in più di un’occasione - e i bambini divertiti presenti in sala, i più audaci dei quali sono intervenuti ad alta voce quasi avoler parlare con gli attori e a commentare le azioni dei personaggi. Da Frank Sinatra alle Andrews Sisters, dalle Kessler a Milly, da Rossini a Prokofiev, questa Cenerentola ha rapito come in un incantesimo tutti....anche i più svogliati, anche i papà “trascinati”dalle mogli, quelli che all’uscita da teatro hanno dovuto ricredersi sul proprio scetticismo iniziale.

 

Quanto ai personaggi, ognuno a suo modo ha colpito la mia immaginazione. La matrigna ad esempio, una donna cinica vestita in abito di pizzo nero e rosa, truccata in modo appariscente, un’ombra che incombe sempre dall’alto dei suoi trampoli dettando alle figlie, sgraziate, ridacchianti e frivole, il giusto modo di vivere e di comportarsi in società, nonché il modo appropriato per attirare l’attenzione di un uomo ricco da sposare. Una sorta di deus ex machina grossolana e manipolatrice che gestisce le azioni delle figlie come fossero burattini. Un'altra figura memorabile poi è quella del principe, a dir poco “un conventional”, una parodia di quello tramandatoci dalla tradizione letteraria di sempre. Un uomo triste che, intrappolato nei suoi abiti regali, scoppia in lacrime alla prima scena, un essere buffo, pingue e con l’artrosi, un essere timido e impacciato che non ha voglia di lasciare il suo regno e che affoga il suo sconforto ingurgitando cuori di cioccolato finché non incontra Cenerentola, l’anima gemella sfolgorante di una bellezza pura e ingenua. 

 

Credo non siano necessarie altre parole. Cosa aspettate? Date un’occhiata alle date della tournée che continuerà sino ad Aprile 2014 su questo sito: www.compagniafactory.com

 

Per gli studenti del centro Formativo Onaosi di Bologna, la Compagnia sarà presente al Teatro Testoni Venerdì 14 Marzo 2014. Non perdete l’occasione!

 

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