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Cenerentola, ieri e oggi. Una storia di riscatto.

 

Forse è di Bari questa Cenerentola. Ma potrebbe essere di qualsiasi altra città italiana, perché i suoi problemi, le sue ansie, i suoi grattacapi, sono gli stessi di tutte le italiane, di ieri e di oggi soprattutto. Si tratta dell’interessante spettacolo “Cenerentola” di Factory compagnia transadriatica, che domenica scorsa ha segnato un’altra tappa della stagione del Kismet per bambini e ragazzi.

Una donna fra donne, costretta a vivere la sua condizione di dipendente e confinata a fare la serva in casa propria, Cenerentola, non solo deve far fronte a una matrigna e sorelle maldestre, ma anche alla presenza, sebbene abbastanza lontana dai suoi ranghi e luoghi, di un principe. Introverso e impacciato, tanto che, per fargli vedere com’è la vita, al di là della sua reggia, gli si organizzano feste, con balli e presenze che forse potrebbero ridestare in lui il desiderio di vita, della sua e di quella degli altri… Eppure, il mondo nel quale la compagnia ambienta la fiaba, che da sempre emoziona il pubblico di piccoli e adulti, così come domenica scorsa al Teatro Kismet, è quello in cui si è quotidianamente abituati a fare i propri e gli altrui conti: maldicenze, malvagità, invidie e gelosie. In esso, donne e uomini, pur di raggiungere i propri piacimenti, son disposti a tutto, a svantaggio di tutti.

E’ questo ciò che più resta del lavoro di questa compagnia, l’adattamento e la possibilità di raccontare una storia di ieri, che parla ancora di oggi, avvalendosi di attori, ballerini e artisti a tuttotondo, di grande bravura e professionalità. La storia di un amore mancato, ma poi riconsiderato, che passa attraverso il riscatto, non costruito da tomi e fiumi inutili di parole. Ma dal linguaggio del corpo e dal silenzio che fa più rumore e riesce a conservare, stipate, le storie, i desideri e gli amori, nei cassetti più remoti delle nostre vite che, grazie a questo genere di Teatro, riescono ad elevarsi ed essere considerate degne di essere vissute.

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