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September 30, 2020

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Al Teatro al Parco “Cenerentola” in una intelligente rilettura anni ‘60

 

CHE DIVERTENTE “’O PRINCIPO” IMPACCIATO

 

La locandina dello spettacolo “Cenerentola”, rappresentato con successo di pubblico domenica al Teatro al Parco, è già, di per sé, rivelatrice della lettura atipica, originale, su cui il giovane, ma già affermato, regista Tonio De Nitto ha voluto puntare: ciò che vediamo in essa capeggiare non è più la tradizionale scarpetta di cristallo ma un’elegante decolleté da sera, insieme a uno stivale, di taglio maschile, dallo stile molto contemporaneo. Una di fronte all’altro e sullo sfondo un’esplosione di cuori rossi.

Al centro di questa rivisitazione, frutto dell’alleanza artistica tra due giovani e attivi gruppi teatrali pugliesi, Factory compagnia transadriatica e Compagnia di danza Elektra, c’è la storia di un incontro tra due anime affini e del loro riscatto, nel nome dell’amore: quello di Cenerentola, da una vita di soprusi e angherie, e quello del principe, dalla gabbia della propria timidezza e goffaggine. Come perfette controparti dei due personaggi positivi, ritroviamo la matrigna, qui, più che mai, spregiudicata megera, pronta a tutto pur di accasare le figlie a un buon partito, e le due sorellastre, viziate ma ammaestrate come cani, mosse come marionette (in senso letterale) dalla madre-burattinaia, quasi questa fosse un Mangiafuoco in gonnella. La storia si snoda all’insegna del ritmo (è mezzanotte! Ma l’ora è scandita dall’intrecciarsi delle braccia di Genoveffa e Anastasia…), della danza e della musica (con brani del Trio Lescano e delle gemelle Kessler, fino al finale, affidato al memorabile “Something stupid” di Nancy e Frank Sinatra). La fisicità e la gestualità prima di tutto, e non la parola, che quando si utilizza, soprattutto nelle invettive della madre contro le figlie, diventa grammelot, dal potere fortemente suggestivo ed espressivo (in questo caso intreccio divertente di francese, dialetto campano e quello pugliese). Ma sono i corpi in movimento e la mimica degli attori/danzatori a comunicare le emozioni al pubblico: il tip-tap delle sorellastre, frenetico ed isterico come loro, gli aggraziati pliés e arabesques di Cenerentola, l’impacciato ballo  “Lasciati baciare” del “‘O principo”, l’improvvisata danza sui trampoli della matrigna. Buona perfomance degli attori in scena Mariliana Bergamo, Antonio Miccoli, Francesca Nuzzo, Serena Rollo, ma un plauso speciale va a Fabio Tinella: abile trampoliere (ha iniziato proprio nel teatro di strada) ma, soprattutto, bravissimo ed esilarante interprete della cinica matrigna “o mammà”.

 

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