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CALL PER ISCRIVERSI ALLA TRAINING SESSION SU TEATRO SOCIALE E DI COMUNITA’ PREVISTA DAL PROGETTO CROSS THE GAP A LECCE DAL 3 al 15 GENNAIO 2020.

November 16, 2019

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“La colpe dei padri, il sangue dei figli”

 

Senza l’overdose scespiriana che assilla i cartelloni teatrali non si avvertirebbe la necessità di dire a tutti i costi qualcosa di nuovo a proposito del Maestro.Preso dalla vertigine di “Romeo e Giulietta”, Francesco Niccolini strappa la tragica vicenda all’elegante Verona cinquecentesca e la sposta in un’ideale paesetto del nostro Mezzogiorno, una specie di Macondo sospesa in cima a qualchevetta dell’Appennino ma non esclusa dall’ansia competitiva di clan malavitosi.Trapiantati in mezzo a luminarie e bancarelle, Santi portati in processione,casse armoniche e fuochi pirotecnici, Montecchi e Capuleti perdono ogni charmee pigliano a odorare di sgagliozze e nocelle. Ma siccome l’odore di sagra non basta a cancellare quello del sangue (di figli che pagano per genitori inetti),dai e dai alla lunga il testo riprende il sopravvento e allora non fai più caso a indumenti e contaminazioni linguistiche di gusto contemporaneo. Come nelle previsioni, Shakespeare si rivela più forte di tutto e tutti e anche questo“Romeo e Giulietta” prodotto da Factory compagnia transadriatica e andato inscena al Kismet per la regia di Tonio De Nitto finisce con l’andare acollocarsi nella dimensione che più gli è congeniale, ovvero fuori dal tempo e dallo spazio. In tutto questo, comunque, l’impronta impressa da Niccolini non svapora. E l’impronta è quella di un’ironia leggera, qualche volta pungente,mai dissacrante (il ballo di gruppo, il celebre dialogo del balcone ridotto a una gag da “scala”…). Senza maltrattare il Verbo del Maestro (interessanti alcune soluzioni linguistiche in rima), Niccolini prova a stemperare la carica tragica esaltando l’aspetto ludico-giovanile. Dal canto suo la regia tende a rendere frizzante l’azione (addirittura frenetico il ritmo in alcuni frangenti,mentre in altri il movimento tracima in platea). Nell’insieme una messinscena“gustosa”. Apprezzabili scene, luci e interpretazioni (Lea Barletti, Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Filippo Paolasini, Luca Pastore e Fabio Tinella).

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