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  • Stefan Labuschagne

Mattia e il nonno visto da Ilaria Marinaci su Quotidiano di Puglia

Tanti si sono trovati a dover dire a un bambino che qualcuno al quale era legatissimo non c’è più. E a non trovare le parole per farlo. Come si spiega l’inspiegabile, il distacco definitivo, la morte di una persona amata?

Come spesso succede, quelle parole che, nella vita risultano così difficili da pronunciare, la letteratura e il teatro le conoscono bene e le sanno mettere insieme in un racconto metaforico che arriva dritto al cuore di piccoli e grandi, riuscendo nell’impresa di consolare oltre a far comprendere.

E’ ciò che succede con il nuovo spettacolo teatrale di Factory compagnia transadriatica coprodotto da Fondazione Sipario Toscana in collaborazione con Nasca Teatri di terra, “Mattia e il nonno” basato sull’omonimo romanzo di Roberto Piumini, uno degli autori italiani di letteratura per l’infanzia più sensibili e amati, presentato nei giorni scorsi in doppia replica all’interno del Festival Kids a Lecce.

Il regista, Tonio De Nitto, nel suo adattamento, fa interpretare il dialogo tra nonno e nipote da un solo attore in scena, Ippolito Chiarello, che ritorna dopo molti anni al teatro ragazzi e lo fa portando quel garbo che da sempre gli appartiene in una storia che alterna sorrisi e commozione. In una lunga e inaspettata passeggiata, dentro una dimensione onirica alimentata da un sapiente gioco di luci, il nonno e Mattia si preparano al distacco, guardando il mondo e scoprendo luoghi misteriosi agli occhi di un bambino, costellate di incontri magici e piccole avventure pescate tra i ricordi, per scoprire, alla fine, che non basta desiderare per ottenere qualcosa, ma bisogna provare e, soprattutto, non smettere mai di cercare. In questo delicato passaggio di consegne, il nonno insegna a Mattia, giocando con lui, quali sono le regole che governano l’animo umano e come si può fare a rimanere vivi nel cuore di chi si ama. “Come stai nonno?”, chiede il bambino nel momento clou del racconto. E il nonno risponde: “Benissimo, Mattia. Un Bambino è un bel posto per viverci”. Il segreto per elaborare un distacco, in fondo, è semplice: basta capire che non ci si vede più con gli occhi, ma col cuore si sta anche più vicini. L’amore che si introietta, facendo una bella inspirazione, diventa parte di noi e non ci abbandona mai.

Tenerezza, delicatezza, incanto e sogno sono gli ingredienti che colpiscono e restano negli spettatori che assistono a questo spettacolo, dal finale ad alto tasso emotivo, da dove non si esce senza aver versato qualche lacrima. Un lavoro che sta conquistando addetti ai lavori (sono già ijn programma circa 50 date da qui ad aprile) e critici.

Il sito klpteatro.it lo ha inserito tra i dieci spettacoli di teatro-ragazzi più belli del 2019, insieme a un altro della stessa compagnia salentina “Corri, Dafne” scritto e interpretato da Ilaria Carlucci. A firmare l’articolo Mario Bianchi che ogni anno organizza gli Eolo Awards, l’equivalente degli Ubu per il teatro ragazzi. Chissà che questa citazione non possa fare da apripista a una (meritata) candidatura.




© 2017 Associazione Culturale Factory Compagnia Transadriatica

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